lunedì 25 febbraio 2013

Febbraio


Non c'è rispetto per il cuore in ciò che non fai.
Non ci si può nascondere dietro alle proprie fatiche, quando siamo in grado di farci vedere in caso di necessità.
Non c'è cura del prossimo in questo e nemmeno cura per se stessi.
Si diventa solo più aridi.
Non sono un passatempo. Ho il cuore che pesa una tonnellata e non è comunque mai chiuso al bene.
Ma non posso accogliere altri dolori, altra superficialità, altro squallore.
Morirei. Sono una persona da amare.
Eppure io non esisto.

Cosa mai sarà la disperazione se non il non sentire più nulla. Solo pesantezza che ti fa trascinare un piede davanti all'altro. Automatismo. Inerzia.
Il dolore del sentirsi finiti.
Ti guardi intorno chiedendoti cosa ne sa la gente di ciò che davvero è male. Sorridi della loro foga, della loro tristezza e anche della loro gioia.
Sorrisi amari, perché sei convinto che non abbiano la minima idea del valore che ha il sentimento che li accompagna.
La disperazione azzera le emozioni. Non sai più ridere e non sai più piangere.
Perché il male e il bene li conosci quando tocchi dei limiti. Ma se quei confini non ci sono più
non sei altro che un disperato.

Nessun commento:

Posta un commento