venerdì 14 settembre 2012

3 giorni

In tre giorni di malattia e rimanendo a casa ho sorriso per molte cose.
Se sono a casa i miiei gatti sono contenti, qualcuno mi ama, non che non lo sapessi, ma se ti prendi cura degli altri, gli altri si prenderanno cura di te.
Ho confermato la mia idea che il virtuale non esiste e mi infastidisce sentire chi dice 'gettati una life invece di stare on line'. Certo ho gli amici a Trieste, ma ho degli amici anche via da qui, che non ho mai visto di persona o che ho visto poche volte e se il mio 'socialino' preferito si rompe, non poterli contattare per sapere cosa fanno oggi, mi dispiace; sono sentimenti, sono abitudini, sono routine come la ragazza che porta fuori il cane al mattino, quando io vado a lavorare.
Così ho deciso di 'lurkare' meno e interagire di più. Si sceglie, on line come nella vita, con chi parlare, cosa raccontare di sé e come farlo. Tutto qui.
Sistemando l'armadio ho trovato dov'era la mia femminilità. Sfogata in acquisti non sfruttati.
Cambio rotta e ho deciso di sfruttare di più e comprare ancora meno di quel che sto facendo da più di un anno.
Progettando e pensando e grazie alla bronchite ho mangiato meno. Mangiare è un piacere che può rimaner tale solo se lo si pondera bene. Come comprare un paio di Manolo. Scegliere come, quanto, cosa. Con calma.
Aver cura.
Non ci curiamo mai abbastanza. Abbiamo fretta di uscire, lavorare, comprare, usare...
Aver cura di se stessi, dei propri affetti, dedicare tempo a noi e a loro.
Aver cura delle cose le rende vissute, ma sempre belle nel tempo.
Aver cura dell'amare. Rende la vita più gustosa, nonostante le difficoltà.
Aver paura di soffrire è giusto, ma aver paura di esprimere amore è da stupidi.
La gentilezza e la delicatezza non costano fatica e un sorriso illumina il viso.
(Vi voglio bene).

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